McKinsey 2026: solo il 6% delle aziende ottiene un ROI reale dall'AI.
Il report McKinsey 2026 spiega il paradosso dell’AI.
I direttori di produzione e i C-level delle aziende manifatturiere del Nord-Est investono in intelligenza artificiale, ma faticano a vedere l’impatto sui risultati economici.
Non è un’impressione isolata: è il dato più solido del report McKinsey The State of AI in 2026: On the Road to ROI, la survey annuale su oltre 1.700 aziende in 97 paesi.
Il report McKinsey sullo State of AI 2026 fotografa un settore che adotta l’AI più velocemente di quanto riesca a misurarne i risultati. Abbiamo selezionato i dieci numeri del report più rilevanti per chi guida la produzione. Il report integrale è scaricabile in PDF qui.
Cosa dice il report McKinsey State of AI 2026?
McKinsey ha intervistato oltre 1.700 aziende in 97 paesi per fotografare lo stato dell’adozione dell’intelligenza artificiale nel 2026, tre anni dopo l’esplosione della GenAI.
La survey non misura solo quante aziende usano l’AI, ma quante ne ricavano un impatto misurabile sui risultati economici. Questa distinzione cambia la lettura di tutti i numeri successivi: l’adozione è ormai quasi universale, il valore no.

Perché la produttività individuale non si traduce in EBIT?
L’80% dei lavoratori intervistati dichiara di essere più produttivo grazie all’AI.
Solo il 37% delle aziende registra però un impatto reale sull’EBIT, una percentuale identica a un anno fa. Il divario si allarga tra chi ha le dimensioni per scalare e chi no: le grandi aziende, oltre 1 miliardo di dollari di fatturato, sono passate dal 27% al 40% nello scaling di agenti AI in dodici mesi, mentre le piccole imprese restano ferme al 22%.
Il problema non è la tecnologia: è il processo che la circonda. E le imprese più piccole rischiano di restarne fuori proprio ora che l’AI passa dalla fase sperimentale a quella operativa.
Dove sta andando davvero l’investimento in AI?
Il coding agentico ribalta le regole del build vs buy: 1 azienda su 3 ha già rinunciato ad acquistare un software perché può costruirlo internamente con strumenti di sviluppo assistiti dall’AI.
Il conto comincia però a farsi sentire: 1 azienda su 5 ha dovuto limitare l’uso dell’AI per i costi operativi, token inclusi, ma questo non frena gli investimenti: il 60% delle aziende intende comunque aumentarli nel prossimo anno.
Cosa fanno diversamente le aziende che ottengono un ROI reale?
Solo il 6% delle aziende può definirsi un “AI high performer”, con un impatto sull’EBIT pari o superiore al 5%, una percentuale ferma dal 2025 nonostante la crescita dell’adozione.
A fare la differenza non è il budget: il 74% degli high performer ha ridisegnato da zero i propri processi, contro appena il 25% delle altre aziende. Ed è nelle funzioni operative che si concentra il ritorno economico più concreto.
Supply chain, service operations e produzione sono le tre aree dove le aziende segnalano più spesso risparmi reali, non marketing, non HR.
Per le aziende che stanno già misurando l’affidabilità dell’AI nel controllo qualità, è un’ulteriore conferma nella stessa direzione.

L’AI sta davvero tagliando posti di lavoro?
Nel 2025 il 32% delle aziende si aspettava una riduzione di organico legata all’AI: solo il 14% l’ha vista realizzarsi davvero.
Nonostante i titoli allarmistici, solo il 13% dei lavoratori dice di sentirsi in ansia per il proprio futuro professionale a causa dell’intelligenza artificiale.
Cosa significano questi numeri per un’impresa manifatturiera del Nord-Est?
La fiducia nell’AI cresce più velocemente dei risultati finanziari che le aziende riescono a misurare.
Per un’impresa del Nord-Est con processi produttivi strutturati, il report McKinsey indica una direzione precisa: il vantaggio non nasce dall’aggiungere strumenti, ma dal ridisegnare i processi attorno a un caso d’uso specifico e misurabile, ne abbiamo parlato qui.
Il report di McKinsey raccoglie tutti e dieci gli indicatori della survey, incluse le voci sul coding agentico e sui costi operativi non trattate in questo articolo. Chi vuole confrontare questi dati con la propria linea di produzione può farlo durante la Masterclass AI for Business dell’8 ottobre a Padova.
Fonte: McKinsey Global Survey on the State of AI, “The State of AI in 2026: On the Road to ROI”, agosto 2026 (Dan Tinkoff, Lieven Van der Veken, Michael Chui).
FAQ sul report McKinsey “State of AI 2026”
Qual è la percentuale di aziende che ottiene un ROI reale dall’intelligenza artificiale nel 2026?
Secondo il report McKinsey State of AI in 2026, solo il 6% delle aziende raggiunge lo status di “AI high performer”, con un impatto sull’EBIT pari o superiore al 5%. La percentuale è ferma dal 2025, nonostante l’adozione dell’AI sia cresciuta in modo significativo nello stesso periodo.
Cosa fanno di diverso le aziende che ottengono risultati migliori con l’AI?
Il 74% delle aziende “high performer” ha ridisegnato da zero i propri processi operativi, contro appena il 25% delle altre aziende. La differenza non è nel budget investito, ma nel metodo: chi si limita ad aggiungere strumenti a processi esistenti ottiene risultati marginali.
L’intelligenza artificiale sta riducendo l’occupazione nelle aziende manifatturiere?
I dati non confermano questo timore. Un anno fa il 32% delle aziende si aspettava tagli di organico legati all’AI, ma solo il 14% li ha visti realizzarsi. Solo il 13% dei lavoratori dichiara di sentirsi in ansia per il proprio futuro professionale a causa dell’intelligenza artificiale.

